giovedì 29 dicembre 2011

La Ihla di Luanda fra sacro e profano


Luanda - 29 DIC. Liduina è in Angola dal 1967. Riccardina e Cecilia invece fanno fatica a ricordarselo da quanto ci stanno. Cecilia però si ricorda bene delle tre volte in cui “ho rischiato di morire ma Dio mi ha assistito”. La prima volta deve esserle capitato durante la guerra d’Indipenza conclusa nel 1975 con la cacciata dei Portoghesi. La seconda e la terza durante la sanguinosa guerra civile scoppiata di li a poco fra due fazioni di angolani. Cecilia quando lo racconta guarda un punto fra lei e lo spazio che ci divide, qualcosa che io non vedo, ma lei si, mentre mi rimanda a un prossimo appuntamento i dettagli di questa storia.
Liduina, Cecilia, Riccardina, sono suore. Le suore salesie, della Casa Generalizia di San Francesco di Sales che in Angola ha 8 sedi fra cui una scuola a Viana, un sobborgo della capitale che negli anni della guerra civile ha accolto migliaia di profughi. Hanno anche un centro medico dove assistono “bambini denutriti”. Sembra incredibile, ma nella Luanda che esplode di petrodollari ci sono ancora bambini malnutriti. Le suore gli danno latte in polvere e preparati energetici.
Liduina l’ho trovata per caso, bussando al cancello celeste che si trova alle spalle della Igreja da Nossa Senhora do Cabo, a metà della Ihla, la striscia di terra che separa la baia di Luanda dall’Oceano Atlantico. Qui nel 1575 è approdato per la prima volta un portoghese, Paolo Dias de Novais, un esploratore inviato dall’allora re del Portogallo per fondare una colonia in Angola. La Chiesetta bianca e celeste in stile portoghese è stata costruita nel 1669 sulle rovine della piccola cappella che De Novais fece costruire per i pescatori e gli avventurieri che passavano di lì. 
Stretta fra i locali della movida angolana e le favelas che si estendono fin dentro la pensiola, quella chiesetta sta immota e lucente come tanti altri luoghi di culto nel mondo a ricordare a chi passa e sceglie di vederla, anche solo per un istante, che la vita è un dono meraviglioso. 

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